Ballata d’amore dello zio Sam

Voglio stare con te till  the end of time 

e non far sembrare queste parole anglosassoni

banali americanate

I will stay with you forever

ma non and ever

perché porrebbe un limite seppur verbale

alla voglia che ho di te

Annunci

Born in the United States of Italy

eccomi
sono tornata a scrivere digitando lettere a caso sulla tastiera del mio mac
come carrie bradshaw
o semplicemente come ogni brava postadolescente americana
e per calarmi meglio nella parte, oggi ho acceso il mio computer e tra una ricerca e l’altra sono finita su un sito di appartamenti in affitto a new york.
e si, quanto mi ci vedo bene: io e il mio fidato mac davanti una finestra che da su central park. Che prendiamo un fottutissimo cappuccino da starbucks, nonostante faccia cagare, perché siamo nella grande mela, ce l’abbiamo fatta, siamo americane.

Incredibile, mi sono resa conto solo di recente di quanto effettivamente questa cultura pesi sulla nostra vita. Ho avuto modo di conoscere degli studenti americani, originari di Philadelphia, i quali addirittura , notando la mia passione per il cinema, mi hanno fatto la battuta
“ You watch more more american films than we do!”
Grazie al cazzo, sogno di essere americana da quando ho memoria
Sognavo Kevin Mcallister, e con lui il sogno di avere casa tutta per me
Sognavo il Dottor Doolittle, sperando di riuscir un giorno a comunicare con il mio cane
Sognavo gli armadietti nei corridoi della scuola, e i bigliettini fatti passare attraverso le loro fessure
Ancora oggi sogno Netflix, e Spotify a cinque dollari
Pensiamoci, siamo bombardati da telefilm americani, musica americana, star americane
It’s the Californication, i Red Hot ci avevano avvisati
E non sto facendo certo la filostatunitense, al contrario di quanto si possa pensare
Non mi sono mai sentita più fiera di essere italiana quando ho spiegato agli studenti di cui sopra perché gli avevo offerto il caffè
“That’s how we do in Italy”!
Eppure vi immaginate un mondo in cui Tiziano Ferro è famoso a livello internazionale come Bruce Springsteen?
Insomma folle urlanti Sere Nere in venti accenti diversi?
Oddio forse no, sto solo descrivendo il concerto del Tiziano nazionale all’Olimpico
Allora immaginate un mondo in cui per il ruolo di Forrest Gump chiamano Paolo Bonolis e non Tom Hanks
Avete i brividi, eh?
Boh, forse noi italiani siamo bravi a conquistare il mondo con la pizza e le statuette del colosseo
Mentre gli americani, loro hanno invaso il nostro state of mind.

Stupidità

Il mio difetto è la velocità. Il desiderio di battere ogni record e di superare ogni limite. Ciò comporta superficialità,stupidità,perdita.

Stupidità è rendersi conto di una serie di cose quando ormai è troppo tardi. È ricostruire il puzzle a eventi compiuti.
È arrivare alla fine di una festa. Il bello è passato, senza che nessuno se ne accorgesse.
Stupidità è credere di essere unici al mondo.
Stupidità è ritenersi superiori agli altri, in qualunque cosa.
Stupidità è vedere andar via la persona che ami senza salutarla.
Stupidità in un universo parallelo fa rima con orgoglio.

È l’orgoglio? O solo le convenzioni che regolano i rapporti sociali?

Cemento

Vi capita mai di farvi da corazza contro voi stessi
Di porvi domande alle quali vi imponete di non rispondere
Perché non volete farvi scoprire
Da voi stessi

(Che giro del cazzo)

Dopo il muro di cemento armato tra me e il mondo
Il passo finale è quello tra e me
E poi?

Perfino questa sbarretta che lampeggia tra una parola scritta e l’altra ha la stessa consistenza del cemento
Sembra che mandi un messaggio in codice morse
Sembra dire
Non-farti-scoprire

Ok, adesso sto delirando
E’ difficile dire cos’è vero è cos’è falso
Sono le parole che non sono vere abbastanza
Ed è impossibile trovare un canone di verità
In un mondo in cui ognuno di noi parla una lingua diversa

La faceva facile Wordsworth
A volteggiare solo come una nuvola
Mi chiedo come il peso di se stesso
Non l’abbia ancorato al suolo

Forme allotropiche

I materiali che esistono in più forme allotropiche diverse sono più fragili degli altri.
Perché? sono instabili. Ad esempio, ampie variazioni di volume in determinati intervalli di temperatura possono portare il materiale a criccarsi e a rompersi inesorabilmente.
Detto ciò, non volevo tenevi su due piedi una lezione di scienza e tecnologia dei materiali.
Ho appena finito di seguire questo corso e sono sicura di aver capito meno della metà di ciò che mi è stato spiegato.
Ma questa caratteristica mi è rimasta particolarmente impressa.
Forse perché mi ha ricordato un po’ me, un po’ qualcuno a me caro.
Un po’ chi come noi esiste in forme allotropiche diverse.
A volte siamo il diamante, a volte la grafite.
A volte sembriamo perfetti, invincibili.
Ma a volte ci buttiamo giù senza neanche sapere il perché.
A volte siamo tranquilli, amabili.
Ma a volte la rabbia cieca e immotivata ci possiede e ci divora.
Oppure siamo apatici. Ci sono quei giorni in cui facciamo della divina indifferenza il nostro scudo contro il mondo.
E ci chiediamo: perché siamo fatti così male?
Perché non riusciamo a essere equilibrati, a mantenere uno stato emozionale stazionario, anche solo per un po’?
Le risposte variano da persona a persona, e da uno psicoterapeuta all’altro.
Per me, penso che sia perché sono troppo sensibile agli stimoli esterni. Basta poco per farmi altalenare tra situazioni diametralmente opposte.
E si, non è sempre una passeggiata.
e non è facile convivere con risposte di comodo come quella che mi sono appena data.
Ma scialla, ma sticazzi, mi dico a volte.
In fondo, diamante e grafite sono sempre fatte solo di carbonio.

Once again

Mi manchi.
Da morire.
Come l’aria in una stanza
affollata
come il cielo in una cella
buia
come l’acqua in una terra
arida.

Mi manchi.
Come il sole che mi sembrava scorgere
attraverso le feritoie dei tuoi occhi
Come il mare che mi era parso fluisse
dalla tua anima
Come il vento che sollevavi
ad ogni tua parola.

Eppure non sai
Vivi ignaro le tue ore piene
Corri veloce per le vie illuminate
Sorridi allo sguardo di qualche donna.
E a me, amore, a me cosa resta?
Vuoto, polvere, caos.

Bene non so perché mi manchi
O perché il cuore brucia
al tuo sol pensiero
Ma so che voglio te
il tuo bacio
il tuo amore.

Una volta ancora

Latinismi

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Ti odio e ti amo.
Forse mi sbagliavo, forse non è possibile cancellare ogni traccia di sentimento dai rapporti umani.
Che sarà mai uscire e frequentarsi senza impegno.
Cosa vuoi che accada.
Nulla, appunto. Cosa dovrebbe accadere a due persone che si sono esplicitamente dette “io da te non pretendo nulla” ?

Per quale motivo io lo faccia, forse ti chiederai.

Dopo più di due mesi a girare intorno a questo rapporto malsano non posso fare a meno di chiedermi dove ho sbagliato. Non mi dispiaceva all’inizio prendere le cose alla leggera. Ma forse è nella natura di noi donne voler approfondire certi legami?

Non lo so, ma sento che accade, e mi tormento.

 Da un paio di giorni vivo tarlata dal dubbio.

E se io volessi altro?

Devo tenermelo per me. Devo continuare ad accettare i nostri vuoti incontri notturni.
Devo continuare a far finta che mi vada bene se ci sentiamo saltuariamente.
Devo, devo…. non era per fuggire ai doveri che mi ero imbarcata in questa nuova esperienza?
Forse sto ingigantendo tutto. Ma ogni volta in cui penso al suo sorriso, alle sue parole, ai suoi sguardi, mi sento rabbrividire.
Diavolo, come conosco bene quel brivido.
E ho paura. Per istinto vorrei fuggire. Ma non ci riesco… non voglio. Per una volta voglio smettere di essere l’ignava che resta in un angolino a lamentare la sua sfortunata sorte.
Voglio prendere in mano la faccenda , parlare a cuore aperto.
E se questa nave vorrà affondare, io non affonderò con essa.

Piove

Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.

Pioggia sulla Capitale.
Pioggia sulle vie luride di polveri sottili e lacrime.
Pioggia sulle cupole e i campanili trionfanti.
Pioggia sulle rovine, e su i rovinati.
Pioggia sulle vite, sul loro squallore, sulla loro purezza.
Pioggia in via Nomentana, Appia, Salaria.
Pioggia su Termini e sulle anime vaganti.
Pioggia su me, su te.

Pioggia , ci accarezzi
perché abbiamo paura di accarezzarci.
Pioggia, ci nascondi
perché abbiamo paura di trovarci.

Piove, e noi
pure.

(Siate clementi, sono i pensieri di una psicotica che scrive di getto)

Provare

Avete mai intrapreso nuove esperienze in maniera così violenta e repentina da restarne del tutto succubi?
Vi siete mai sentiti tanto vivi?
Ecco. Io ho appena salutato l’uomo con cui al momento mi frequento. Solo frequentazione, niente fidanzamento. Io non devo niente a te e tu non devi niente a me.
Facile. Semplice.
E così tremendamente nuovo.
Perché sapete, non ero una sostenitrice di questi rapporti che non sembrano andare da nessuna parte.
Si, di questi rapporti “a vicolo cieco”.
Eppure mi sono lasciata coinvolgere. Mi sono lasciata prendere da questa nuova esperienza. E per quanto banale possa sembrare a tanti, per me ha aperto un mondo fatto di spontaneità.
E di sessualità allo stato puro.
Che i benpensanti si coprano pure gli occhi: ho sfoderato il tabù per eccellenza.
La verità è che nel momento in cui decidiamo consapevolmente di gettarci in qualcosa che sembra  negare le fondamenta del nostro essere , ci avventuriamo in un cosmo a noi precedentemente sconosciuto, ma che forse avevamo sempre desiderato.
Un po’ come quando guardi le melanzane e pensi che solo perché sono brutte allora fanno anche schifo.
Poi provi la parmigiana e ti ricredi.
Insomma mettersi in gioco può dare uno scossone alla tua vita.
Non lo scossone che cercano le coppie sposate da trent’anni, badate bene.
Tu continui a vivere la tua quotidianità, ma lo fai in modo diverso, più spinto, più borderline….
Di giorno continui ad essere lo studente, l’impiegato, il dirigente.
Di notte sei l’esploratore, l’innovatore, l’amante.
Sei te stesso. Riscopri te stesso attraverso vie che non avevi mai pensato di percorrere.
Forse capisci, come me, che non sei solo un’anima sensibile allo squallore di ciò che ti circonda, ma sei di più, sei anche chi sa gioire del bacio rubato in una via trafficata della capitale mentre imperversa il temporale.
E tutto questo con il minimo sforzo: basta provare…